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Affrontare i cambiamenti climatici

In breve

Gli Stati membri dell'UE si impegnano ad affrontare i cambiamenti climatici e a ridurre le emissioni di gas a effetto serra

Accordi internazionali

Il principale accordo internazionale sui cambiamenti climatici è la convenzione quadro dell'ONU sui cambiamenti climatici (UNFCCC)

Riforma del sistema di scambio di quote di emissione

La revisione dell'EU ETS aiuterà a conseguire l'obiettivo dell'UE di ridurre le emissioni di gas a effetto serra entro il 2030

Quadro di politica climatica ed energetica a orizzonte 2030

Il quadro all'orizzonte 2030 comprende obiettivi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e di aumento dell'utilizzo delle energie rinnovabili

Che cosa fa l'UE riguardo ai cambiamenti climatici?

I cambiamenti climatici sono una questione importante a livello mondiale. Senza interventi volti a ridurre le emissioni globali di gas a effetto serra, il riscaldamento globale rischia di superare di 2°C i livelli dell'epoca preindustriale e potrebbe persino spingersi fino a 5°C entro la fine del secolo. L'impatto sul paesaggio mondiale e sul livello del mare sarebbe enorme. 

Obiettivi "20-20-20"

Il primo pacchetto di misure dell'UE per il clima e l'energia ha fissato tre obiettivi chiave per il 2020:

  • una riduzione del 20% delle emissioni di gas a effetto serra;
  • un aumento al 20% della quota di energie rinnovabili;
  • un miglioramento dell'efficienza energetica del 20%.

Tali obiettivi sono noti come "obiettivi 20-20-20".

Gli interventi volti ad affrontare i cambiamenti climatici e a ridurre le emissioni di gas a effetto serra sono pertanto una priorità per l'UE. In particolare, i leader dell'UE si sono impegnati a trasformare l'Europa in un'economia con un'efficienza energetica elevata e a basse emissioni di carbonio. L'Unione si è inoltre posta l'obiettivo di ridurre entro il 2050 le emissioni di gas a effetto serra dell'80-95% rispetto ai livelli del 1990.

Il primo pacchetto di misure dell'UE per il clima e l'energia è stato adottato nel 2008 e ha fissato obiettivi per il 2020. L'Unione sta compiendo passi avanti nella realizzazione di tali obiettivi, ma per fornire maggiori certezze agli investitori è necessario un quadro integrato che copra il periodo fino al 2030. L'UE ha pertanto approvato il quadro di politica climatica ed energetica a orizzonte 2030 che definisce una serie di obiettivi chiave e misure di intervento per il periodo 2020-2030.

L'Unione e i suoi 28 Stati membri hanno firmato sia la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) sia il Protocollo di Kyoto e il nuovo accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. 

Il ruolo del Consiglio

Il Consiglio svolge un ruolo importante in diverse questioni relative ai cambiamenti climatici attualmente oggetto di discussione.

1. Quadro 2030 per il clima e l'energia

Il quadro 2030 per il clima e l'energia definisce un quadro per le politiche dell'energia e del clima dell'UE per il periodo dal 2020 al 2030, il quale prevede una serie di misure e obiettivi per rendere l'economia e il sistema energetico dell'UE più competitivi, sicuri e sostenibili. Il quadro mira inoltre a incoraggiare investimenti nelle tecnologie verdi, che contribuirebbero a creare posti di lavoro e a rafforzare la competitività dell'Europa. 

2. L'EU ETS e la sua riforma

Il sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (EU ETS) è stato istituito per promuovere la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra in modo efficace in termini di costi ed economicamente efficiente. Tale sistema limita i quantitativi di gas a effetto serra che possono essere emessi da determinati settori industriali. Le quote di emissione sono limitate a un livello stabilito dall'UE e le imprese ricevono o acquistano quote individuali. 

La crisi economica ha portato a un calo della domanda di tali quote, il che ha contribuito a creare un'ingente eccedenza di mercato. Per affrontare questo problema, il Consiglio e il Parlamento europeo hanno recentemente adottato una decisione volta a creare una riserva stabilizzatrice del mercato per l’EU ETS. La riserva stabilizzatrice del mercato, che mira a rendere il sistema più resiliente agli squilibri tra offerta e domanda di quote di emissione, sarà istituita nel 2018 e sarà operativa a partire dal 1º gennaio 2019.

La Commissione ha presentato anche una proposta per un’ampia revisione dell'EU ETS. L’obiettivo è garantire che rimanga il modo più efficiente ed economicamente vantaggioso per ridurre le emissioni dell’UE nel prossimo decennio. La proposta è inoltre il primo passo legislativo concreto verso l’attuazione dell’impegno dell’UE di ridurre le emissioni di gas a effetto serra almeno del 40 % entro il 2030 a livello interno.

3. Accordi internazionali sui cambiamenti climatici

Data la natura globale dei cambiamenti climatici, è importante cooperare e intervenire a livello internazionale. A tale proposito l'UE ha contribuito al proseguimento dei negoziati internazionali in materia. È stata un attore di primo piano nell'elaborazione sia della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) sia del Protocollo di Kyoto e, più di recente, dell'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.